lunedì 14 marzo 2011

NighTBooKS

"..e come glielo spiego, ora, che cosa vuol dire essere una trentenne circondata da persone che mettono su famiglia? come gli spiego la situazione di soffocamento che mi stringe quando [...] parlo con le mie amiche e loro mi dicono: perché non fai un figlio?, quando tento di parlare con mia madre e lei mi dice: cosa c'è, vuoi un figlio? quando vado a pranzo con le mie colleghe e mi trovo trascinata in conversazioni sulla taglia di scarpe dei bambini e sulla settima malattia e sulla crosta lattea e se qualcuna mi rivolge la parola è per chiedermi: e tu, figli, niente?; non posso certo rivelare che il sadismo che mi bolle nelle vene non è altro che odio per me stessa, per quel rigurgito di adolescenza tardiva che, da quando vivo in mezzo a loro, invece che acquietarsi mi ha afferrata ancora più prepotente, per quel desiderio che ho, adesso, di lasciare questa cattedra e infilarmi nei banchetti di fòrmica, e diventare rossa quando passa il figo del quinto B con le sopracciglia depilate, e appiccicarmi gli animaletti adesivi sulle unghie, e inviare cento sms con le faccine e le abbreviazioni, e passare il pomeriggio nelle vesti di Silly93 su msn, e rituffarmi in quella scomoda palude dell'indifferenziato, dove niente è per sempre, dove ancora non sei nulla e ancora puoi essere tutto..."

Silvia Dai Pra'
Quelli che però è lo stesso


venerdì 11 marzo 2011

Mutatis ecc

E quindi di che tutto cambia c'è da farsene una ragione. E per fortuna, e per fortuna. Eppure. C'è quella tendenza alla coperta calda che rende meno sensibili i sensi, e impedisce di cercarne di nuovi (di sensi). Perché quando ti ci adagi, in un'identità, non puoi fare a meno degli accessori che la costituiscono. Anche se non sono tuoi, anche se non dipendono da te. Anche se non puoi farci nulla, e intorno vedi sovrapporsi fisionomie simili, ma con quello scarto minuscolo che il tuo mondo si incrina e cambia, inesorabile. A volte, in questi giorni, mi sono scoperta inspiegabilmente reazionaria. Vorrei sapermi rassegnare al cambiamento esterno, come i rami con le foglie, come le fioriture spontanee. Vorrei avere quell'istinto basilare che ti fa adattare alle stagioni, senza perdere i profumi.

domenica 6 marzo 2011

(luoghi?)

Al di là di te ti cerco.
Non nel tuo specchio
e nella tua scrittura,
nella tua anima nemmeno.
Di là, più oltre

P. Salinas

venerdì 25 febbraio 2011

Frammento n.1

"E mi sa che la vita è proprio questa cosa qua, un fiume di roba che ti arriva addosso tutta insieme, un po' la prendi e un po' la perdi e un po' nemmeno ti accorgi che è passata, e magari era proprio quella lì che faceva al caso tuo. Ma non lo puoi sapere e nemmeno starci troppo a pensare, perché stai ancora in mezzo al fiume e la roba arriva e passa via"
Fabio Genovesi
Esche vive



sabato 12 febbraio 2011

Pappagallini

I pappagallini che ha preso la mia mamma dopo avergli preparato la gabbietta con tutte le cure del mondo, i nidi, l'imbottitura dei nidi, il mangime fatto a pannocchia che si attacca in verticale, hanno cominciato a picchiarsi, e qualcuno è morto. Oggi mi ha detto che li aveva scelti perché si chiamano 'gli inseparabili' e sono un simbolo di amore, di coppia fedele. Passano tutte le giornate a fare versetti e  darsi dei colpettini col becco, fanno le uova, crescono i pulcini e poi di nuovo versetti e beccatine e rifanno le uova e i pulcini. E pare che quando uno dei due muore quell'altro smette di mangiare e si suicida per il dolore. Insomma però la mia mamma mi ha detto che non li rivorrebbe più, perché non pensava che delle bestioline così famose perché si amano poi si picchiassero anche a sangue e fossero violente. 
E sì, pensavo, tutte le volte mi fa incazzare che tanto amore e tanta simbiosi producano violenza. Eppure.

mercoledì 9 febbraio 2011

Susan SOntaG

.Fa male allora amare. 
È come accettare di farsi scorticare sapendo che in qualunque momento l'altra persona può andarsene via con la tua pelle. 

venerdì 4 febbraio 2011

..

..che sta nella natura e nella bellezza